La vita è bella

la-vita-e-bellaQuesto è uno di quei film che influenzeranno per sempre la vostra vita. Dopo averlo guardato, ho scoperto che l’argomento principale non era essenzialmente l’olocausto, ma i sentimenti umani e la stupenda relazione di un padre con suo figlio. L’olocausto garantisce un contesto unico, in grado di evidenziare la storia e aggiungere una dimensione più profonda al film. Nessun capolavoro di questo tipo era mai riuscito a combinare in me risate e lacrime di tristezza, questo è il miracolo creato da un film come questo. Il realismo del film non è il suo punto forte, ma d’altronde non è l’intento di questo lavoro; questo aiuta il pubblico a distaccarsi dalla realtà, focalizzandosi sui sentimenti generati dalle scene, dimenticandosi tutti gli eventi esterni e gli sviluppi della guerra.

Nonostante questo, il film non fallisce nell’obiettivo di evidenziare un elemento della psicologia nazista dimostrato dal dottore ossessionato dagli indovinelli. Questo per entrare nella ‘condizione mentale’ nazista (se tale espressione può esistere), definendo una mentalità malata. La vita è realmente stupenda, mentre si osservano gli sforzi senza sosta di Guido per tentare di rendere amabile e elettrizzante, agli occhi di suo figlio, l’esperienza all’interno del campo di concentramento. Resterete esausti semplicemente guardandolo portare a termine la sua difficoltosa giornata e all’improvviso sorriderete quando si fermerà a parlare con suo figlio facendolo ridere. Sarebbe possibile continuare in eterno a descrivere la creatività di questo film, ma non sarebbe possibile per nessuno catturare tutta la sua bellezza solamente per iscritto.

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